Casa del Senato

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L'intervento interessa una porzione della Casa del Senato che insiste sul sedime di una costruzione più antica: durante il periodo bellico infatti l'intero isolato subì gravi danni a causa dei bombardamenti. Nel 1951 l’edificio fu demolito conservando soltanto la facciata su largo IV Marzo e ricostruendo l’intero corpo di fabbrica verso via Conte Verde. La tipologia a torre, presente nell’intorno sia con esempi del passato (torre del Municipio, campanili,…) sia recenti (hotel Santo Stefano), è stata utilizzata come mediazione compositiva per proporre un manufatto in riconoscibile successione temporale rispetto alla preesistenza. I colori, i particolari strutturali e di rivestimento sono quelli della tradizione (seppure adeguati alle nuove tecnologie a secco). Le aperture sono disegnate invece in funzione della residenzialità interna (ultimo piano a doppia altezza) ma in dialogo con l’irregolarità compositiva che troviamo nei circostanti reperti rimaneggiati nel tempo. La facciata storica è stata restaurata valorizzando le riplasmazioni settecentesche e le aperture di gusto medioevale realizzate a soggetto dall’ing. Riccardo Brayda nel 1890

Installazione

Risultato finale

Impatto Locale